Le Cronache del #Girotonno – Avventure a Carloforte
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Viaggio stampa in Sulcis Iglesiente - Sardegna – con i giornalisti (LolaKunst escorted varie testate italiane)

E purtroppo… si è conclusa anche questa decima edizione della grande festa del Girotonno a Carloforte.

Non solo ottimo tonno proposto in tutte le salse, non solo mare cristallino e calmo, non solo sole caldo, cielo blu ed eventi di rilievo, ma, più che tutto un’atmosfera di piacere e piaceri  impossibile da rendere nei dettagli. Tutto è calda accoglienza, a cominciare dalla cordialità ospitale degli abitanti della cittadina con i loro volti che narrano di luoghi mitici, di coralli, di caicchi di legno scuro che solcano i marosi e i tratti liguri e sardi mescolati insieme così come la loro saporosa cucina, i profumi della loro campagna, attraverso quei sentieri che scendono al mare profumati di elicriso, dentro ai boschi di pini marittimi lavorati dal vento (e percorsi da itinerari meravigliosi ed ottimamente segnalati).

#girotonno

GIOVEDI’ 31 maggio

La prima serata di Girotonno accoglie i giornalisti del viaggio stampa (arrivati da tutta Italia per Repubblica, Vanity Fair, Intimità, Sole 24 Ore, Italia A Tavola – Rai, Sapori e Piaceri, La Stampa-B12 Tv, Vie del Gusto, Travelblog- Blogosfere, D, Marie Claire Travel) con un tramonto arancio e rosa, suggestiva cornice all’aperitivo nei giardini del Museo del Mare. I giornalisti ancora non sanno quale maratona enogastronomica li attende, perciò si gettano a pesce su tanto Ben di Dio (tutti, a parte il nostro rappresentante da Torino, che ha visto chiudersi le porte del traghetto davanti ai suoi occhi nel parcheggio di Portovesme ed ha potuto approfittare solo di un aperitivo immaginario con l’ufficio stampa che si riassettava e  restaurava il volto provato dalviaggio) museo-del-mare-carloforte

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Nella cena d’inaugurazione si prevedeva tutta una serie di portate in cui i due chef in gara, Italia e Cuba si sfidavano a suon di tonno interpretandone il sapore secondo le proprie tradizioni con verdure locali e condimenti tipici. Uno dei nostri partecipanti stupì tutti, perchè all’unanime obiezione sul troppo azzardato accostamento di alcuni ingredienti, rispose che andavano gustati ‘non a parte, ma utilizzando il contrasto di gusti per far sì che gli ingredienti si completassero ed esaltassero a vicenda. ‘Grazie Valerio per aver sottolineato un’angolazione diversa del saper gustare. Probabilmente viaggiare molto (e i nostri giornalisti invitati sono specializzati su viaggi ed enogastronomia) serve soprattutto a questo, a imparare a guardare e gustare sempre da nuove prospettive. Il giudizio (e loro erano i giurati della gara) non deve essere viziato dal pregiudizio.

VENERDI’ 1 GIUGNO

Un’immersione nel sole e nel mare, tra paesaggi lucenti di primavera a bordo di un caicco di legno scuro.
Un colpo d’occhio indimenticabile non solo sulle coste rocciose dell’isola di san Pietro, sulle sue improvvise e meravigliose anse pescose, nel verde fitto dei boschi. Carloforte è una perla di architettura ligure dai colori pastello. Dove lo sguardo si posa, l’occhio viene avvolto da sfumature differenti. Il caicco porta fino davanti alla tonnara  La Punta, dove Andrea (il nostro pilota)  indica gli stabilimenti apparentemente abbandonati delle tonnare, scrostati dal vento di mare, con l’alta ciminiera e le bandierine che segnalano la presenza delle gabbie sul pelo dell’acqua. Andrea spiega che questo tipo di pesca è maggiormente eco-sostenibile e in proposito vi è molta disinformazione. (Ne parleremo in un post approfondito nei prossimi giorni). Un bagno ristoratore nelle acque trasparenti e via di nuovo a degustare! Il pranzo è stato sublime: da Andrea all‘Osteria della Tonnara

Il venerdì continua con l’escursione a Cala Fico, all‘Oasi Lipu, dove regna incontrastato il falco della Regina. Il sentiero profuma di liquirizia, è l’inconfondibile sentore dell’elicriso sfumato dalle macchie di rosmarino e dall’aroma di mare. Arrivati al fondo della strada si apre la baia di grosse pietre, dove risuonano solo gli stridii degli uccelli che nidificano nell’alto delle rocce. A Capo Sandalo si arriva nel momento magico del tramonto, in cui il sole comincia a calare verso il mare e lo tinge di luci argentee. In questo romantico scenario dall’atmofera fiabesca è necessario fare due cose: percorrere la stradina di sanpietrini che conduce in fondo alla propaggine del belvedere (dove guardando giù si vede una roccia a cuore…per chi volesse trovare un luogo unico per una dichiarazione particolare) e, infine, sedersi dalla scarpata a sinistra del faro per guardare il sole buttarsi nel mare fra le risate dei gabbiani.

 

La sera al Museo del Mare il contest è stato tra la Colombia e la Grecia. Votazione davvero difficile per i giurati, che hanno dovuto destreggiarsi tra gusti più mediterranei e innovazione ‘esotica’. Come per la serata precedente, apprezzatissimo l’aperitivo italiano, con i vini saporosi del territorio (magistrale il Piedefranco) e i formaggi di ogni genere: il caglio dalla leggerezza e cremosità unica, la ricotta fresca, il pecorino deciso. I piatti proposti sono stati un tripudio di gusto. Le fazioni si sono equamente divise. Alla fine i nostri giornalisti sono rotolati alle loro stanze dell’hotel grazie al mitico Scuolabus di Carloforte che li ha condotti sani e salvi per tutta l’isola.

SABATO 2 GIUGNO

Festa della Repubblica celebrata con una speciale visita ai segreti delle tonnare in caicco. L’ultimo pezzo di avvicinamento alla costa è stato fatto in gommone, la presenza delle speciali strutture in mare rendeva pericoloso per ospiti e pesci il passaggio della barca.

La tonnara è un mondo  a parte. Alla tonnara di Carloforte in località La Punta lavorano il tonno da secoli e la famiglia proprietaria è sempre la stessa, i Pastorino (classico cognome ligure, peraltro). C’è un insieme di tradizioni che si lega all’antico rito della mattanza e che viene celebrato metaforicamente nel Girotonno; tutta questa festa si è portata avanti nei secoli e dagli originari riti dal sapore religioso- mitico oggi ci sono dei personaggi da film che lavorano tra le antiche stanze buie ed il sole accecante. All’interno della struttura sorge una chiesetta bianca dove i tonnarotti si radunavano prima di andare in mare e pregavano, in un misto di sacro e profano:

La preghiera

Quando il sole cominciava ad apparire, liberando gli uomini dal freddo dovuto alla forzata immobilità, il rais si alzava in piedi invitando la ciurma alla preghiera, mentre le bastarde erano già allineate davanti alla porta del canepo…

Poi erano le danze, la festa per la mattanza, da cui nasce anche il verbo ‘mattanzare’. I volti dei tonnarotti, bruciati dal sole, il rais tatuato, un personaggio unico che è divenuto tale per ‘merito’, le uova di tonno appese pronte per diventare bottarga, i cuori (enormi!) dei pesci. Tutto steso al sole. E’ tutto fatto dal mare e dal sole.

La ragazza americana continuava a ripetere sbalordita indicando le uova appese come bucato ai fili da un estremo all’altro della tonnara: ‘Fish eggs? Really?’ e loro la guardavano e annuivano, come fosse scesa da Marte. L’esperienza della tonnara ha toccato strane corde, sono mestieri che  non si pensa più che esistano…invece sono vivi, sono lì e ti mostrano i coltelli per il tonno, le scatole  di lamiera dorata con il profilo della Sardegna in verde (perchè qui si inscatolava anche, prima), le bastarde (imbarcazioni) e il simbolo di Genova, la bandiera che si batteva quando si andava per mare onde farsi riconoscere. Si risale sull’imbarcazione e si torna  a degustare e tutto ora ha un sapore ancora più intenso, al desco del ‘Mago Vittorio’

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Le spiagge. Beh, erano fondamentali, come lo shopping. Una gita dovuta. Alla spiaggia di Girin ci porta il nostro solito scuolabus blu, ci inoltriamo nella discesa polverosa, poi si va a piedi, attraversando la gariga tra i muretti, scendendo dagli scogli come da una scala. Quello che appare alla fine del sentiero è da togliere il fiato: blu ed azzurro contro il bianco della sabbia. Più avanti le praterie di poseidonia, i fiori selvatici sulla baia, l’odore dei pini marittimi. Il mare è ancor aun po’ freddino, ma buttarsi dentro è un imperativo: ci si asciuga al sole caldo, e tra gli scogli scorrazzano piccole occhiate dal codino nero.

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E quindi gli acquisti: pasta tipica, sampe de gattu, cassulli, gallette del marinaio per fare la caponadda, bottarga di muggine e tonno per profumare la pasta, braccialetti colorati, abiti e borse con sopra civette colorate per ricordarsi di questa serata tiepida a Carloforte. La degustazione al Giardino Pomata, con i tavoli sistemati fra l’enorme limone con i rami pesanti, grondanti di agrumi, i fiori di cappero che si sono fatti strada tra le pietre antiche, il pozzo secolare…ma sopra ogni cosa il mirabolante gusto pieno del Terre Brune, che come vuoti il bicchiere devi aspettare un momento per poi annusarne il vetro, chè è lì che rimangono note intense di sottobosco, marmellate ed incenso. Se chiudi gli occhi potresti essere in un bosco avvolto dalla rugiada autunnale.

La sera: La Premiazione. Vittoria della Colombia.

Vince la Colombia, con il magistrale tonno rosso con fragole verdi e  fois gras degli chef Roy Salomon Caceres e Tommaso Tonioni, ma anche gli altri si piazzano bene, con punteggi alti. A Caceres va riconosciuto che ha saputo destreggiarsi sui sapori senza troppi azzardi nè perdita di personalità. Obnubilati da cibi e vini, si va a ballare Vacanze Romane con i Matia Bazar in piazza. (E lo abbiamo fatto davvero, le note e la voce risvegliavano i ricordi, la convivialità ed il buon cibo (leggasi anche vino)  hanno fatto la loro: dunque è stato un momento – memento da danzare!

I pezzi forti di questo viaggio?

In primis, senza dubbio è la cornice meravigliosa dell’Isola di San Pietro con Carloforte, uno dei borghi più belli d’Italia, dove le antiche tradizioni sopravvivono ancorate a quella fune che è il legame del tempo e dello spazio, mantenendo un equilibrio che è la vita di tutti e per tutti.

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Dal punto di vista palatale le Piazze dei Sapori nel centro cittadino, alla banchina Mamma Mahon, a piazza Pegli, al molo centrale…il torrone della sposa, con lo speciale miele di corbezzolo, il profumo della bottarga, del vino e degli agrumi…Le officine del gusto, le botteghe in strada accompagnati da buona musica (ascoltate i Contramilonga).

E infine gli occhi, che si sono riempiti dei colori intensi delle bouganville, dei tramonti arancio e rosa, dell’argento e del blu del mare che sfuma a seconda dell’ora del giorno…i fenicotteri rosa posati sulle saline, il fitto verde smeraldo dei boschi, la luce accecante del sole.

Bene: buon 10° compleanno, Girotonno! Nonostante la crisi, nonostante tutti i problemi di smantellamenti, di lavoro, di precarietà… qui la gente non solo resiste ma esiste. Con gioia.
Da: http://blog.sulcisiglesiente.eu/?p=468

Posted by Cactus on 5 giugno 2012

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